Come funziona il Content Marketing

marzo 16, 2017 - 3 minutes read

Sul Content Marketing percepisco un’attenzione sempre più forte, soprattutto da parte delle PMI. Ma accanto all’interesse avverto una sorta di resistenza. Come se tutto sembrasse troppo complicato. Provo qui a spiegare perché.

In un suo recente podcast Alessio Beltrami racconta l’approccio di Martin Lindstrom nell’utilizzare gli small data per fare marketing di contenuti.

Secondo Lindstrom

La creazione di contenuti rilevanti nasce da un’osservazione attenta delle nostre relazioni con i clienti.

Lindstrom va oltre, e invita a concentrarsi sui “deep data”, per

Fotografare l’intento con cui le persone ci contattano e andare più in profondità, alla ricerca di messaggi impliciti.

Accolgo l’invito di Lindstrom, perché indica una strada che seguo istintivamente da tempo. Per questo voglio sviluppare con te una semplice riflessione che mi arriva direttamente dal lavoro sul campo.

Content Marketing? Interessante. Ma funziona?

L’interesse per il Content Marketing è genuino, reale. E nelle domande che mi sento rivolgere in aula e in azienda colgo sempre la voglia di capire e di entrare in azione. Ma è come se ci fosse un freno.

Per chi è del mestiere i passaggi da attuare e le tecniche da utilizzare (Inbound, blogging, ottimizzazione Seo, email marketing) sono familiari, mentre per un cliente il tutto può sembrare troppo complicato e di difficile realizzazione.

Tante volte mi sono chiesto: qual è l’ostacolo? Non sono abbastanza chiaro io, è la paura di non ottenere risultati, è la sensazione che questo nuovo modo di comunicare sia troppo macchinoso?

Sono tutte ragioni potenzialmente valide, ma credo che nessuna colga perfettamente il bersaglio.

In realtà penso che tutte queste difficoltà nascano da una dimenticanza: si comunica direttamente con qualcuno che non ci conosce (o, il più delle volte, ci conosce molto poco) e si comunica A DISTANZA.

Ecco, se si parte da questo dato di realtà, tutto diventa subito chiaro.

Come funziona nel digitale

Ci vuole tempo per farsi trovare nel mare magnum del web, per farsi conoscere, per instaurare una relazione.

E ci vogliono più e più contatti prima di creare le condizioni perché si passi a un incontro offline e/o a un acquisto.

Perché il rapporto tra noi e il nostro interlocutore avviene a distanza, in una situazione molto dispersiva: non è come sedersi a un tavolo uno di fronte all’altro.

Eppure è il modo migliore per allargare enormemente la platea di contatti e per arrivare a concludere nuovi business.

E’ molto più importante scegliere di coltivare un cliente invece di puntare ad acchiappare una vendita: è questo il messaggio che dobbiamo essere capaci di far passare.

In fondo è una ricetta vecchia come il mondo: conviene armarsi di pazienza e tenacia e fare le cose per bene. Più è accurata la semina e più abbondante sarà il raccolto.

(Photo credits: Pexels.com)

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