Scrivere per i social network: guida per i professionisti

gennaio 8, 2018 - 13 minutes read

Scrivere per i social networkSe è vero che sui social siamo quello che postiamo, la creazione della nostra “identità” di professionisti passa prima di tutto dalla consapevolezza del mezzo che stiamo utilizzando. Il che, dal mio punto di vista, significa prestare molta attenzione a come scrivere sui social network.

Come professionista, devo avere un quadro chiaro di come appare agli altri la mia identità. E quindi, a uno stile e a un tono di voce personali e ben riconoscibili, devo affiancare una strategia ben precisa di Personal Branding.

Ma andiamo con ordine. Comincio a raccontarti alcune regole semplici che metto in atto nella mia comunicazione sui social e che, nel tempo, si sono rivelate efficaci.

 

Scrivere per i social: il mio metodo di lavoro

.Mantengo uno stile ben definito

Lavoro con la scrittura, quindi è importante che tutto quello che esce “firmato” da me sia sempre curato e, appunto, ben scritto. Dal mio punto di vista, comunicare in modo coinvolgente vuol dire essere semplici, chiari ed efficaci, mantenendo un’impronta personale.

.Condivido spunti e riflessioni che trovo stimolanti

Quando leggo un libro o un articolo che mi offre nuove chiavi di lettura, mi aiuta a chiarirmi le idee e magari me le fa anche cambiare, lo condivido subito con i miei contatti. Lo stesso discorso vale per un filmato, un’infografica o qualsiasi altra forma di contenuto che trovo interessante.

.Posto solo quando ho qualcosa da dire

Uno stile riconoscibile è il risultato dell’intreccio tra come scriviamo e quello di cui scriviamo. Parlo di qualcosa solo se ho una motivazione precisa per farlo. Altrimenti preferisco leggere, ascoltare e riflettere. Postare non è un dovere.

.Racconto quello che faccio professionalmente

Va benissimo stare sui social per divertimento, ma un professionista deve esserci per far conoscere il suo lavoro e, soprattutto, come lavora. Il racconto non ha quindi uno scopo autocelebrativo o di pura vendita, ma serve a offrire al lettore elementi concreti di valutazione.

.Cerco di far capire come ragiono e come sono anche al di fuori del lavoro

Sui social ci stiamo per instaurare, mantenere e coltivare relazioni. E allora diventa fondamentale farsi conoscere anche al di fuori dell’ambito lavorativo: un professionista lo si sceglie non solo per le competenze, ma anche per le sue qualità e caratteristiche personali.

 

Come scrivere su Facebook [infografica]

Questa infografica, tratta dal blog di mycleveragency, ti segnala una serie di accorgimenti utili per scrivere e postare su Facebook. In particolare, raccomanda di mantenere i testi brevi (per stuzzicare la curiosità e la voglia di approfondimento di chi legge) e di curare molto la conversazione con il tuo pubblico, in modo da costruire nel tempo una community forte.

Scrivere su Facebook

Come scrivere un post su LinkedIn [infografica]

L’infografica di mycleveragency ti offre spunti interessanti per scrivere post efficaci su tutti i principali social. Come puoi vedere, nel caso di LinkedIn, è molto importante pubblicare aggiornamenti tempestivi, informativi e accattivanti, alimentando la conversazione con i tuoi collegamenti.

Un ottimo consiglio è quello di focalizzarti sempre di più sulla tua audience, utilizzando i post che hai pubblicato in precedenza per selezionare gli argomenti che riscontrano maggior interesse.

Scrivere post su LinkedIn

Personal Branding: i consigli di chi la sa lunga

Come dicevo all’inizio di questo post, per un professionista una presenza efficace sui social network non può prescindere da una precisa strategia di Personal Branding.

Ho pensato quindi che potessero esserti utili le indicazioni di 4 autentici guru della materia: Marco Montemagno, Dario Vignali, Riccardo Scandellari e Matteo Pogliani.

Sono 4 protagonisti del mondo digitale talmente noti da non aver bisogno di presentazioni.

Quelli che seguono sono alcuni dei loro consigli che ho trovato tra i più interessanti e che personalmente provo ad applicare.

 

Marco Montemagno: Cerca di essere molto bravo in UNA piattaforma

Nei suoi video Marco Montemagno parla spesso di social e Personal Branding. Qui di seguito alcuni suoi consigli semplici e illuminanti.

Per fare Personal Branding devi avere chiaro il settore, l’argomento per il quale desideri essere conosciuto.

La scelta del social è molto semplice: se sei un fotografo vai su Instagram, se sei un copy apri un blog, se sei un videomaker vai su youtube.

Non devi andare dappertutto: cerca di essere bravo, ma molto bravo, in UNA piattaforma.

Meglio essere Batman su un social solo che Capitan Mutanda su 10 social diversi.

Più chiaro di così…

 

Dario Vignali: Scegli un linguaggio personale che ti permetta di differenziarti

Dario Vignali ha una straordinaria capacità di costruire sui social delle community molto solide e partecipate. Ecco alcune sue indicazioni su Personal Branding e copywriting.

Il Personal Branding non è altro che la capacità di “vendere noi stessi” e creare empatia con gli altri.

Proprio così, empatia. È su questo che si basa il marketing. E il Personal Branding non è altro che l’effetto di un marketing efficace applicato alla nostra persona. Un canale capace di raccontare i nostri valori, la nostra storia e le nostre competenze.

Chi legge i nostri contenuti, prende confidenza con la nostra persona e il nostro modo di pensare.

Man mano che le persone entrano nel nostro mondo, la relazione che costruiscono con il nostro personal brand si trasforma.

Si passa da uno stadio di prima conoscenza, ad uno di consapevolezza a quello di empatia.

Per finire: il tuo copywriting.

Devi trovare il tuo stile di comunicazione.

Uno stile che sia intrinseco nella tua persona, nei tuoi valori, nei tuoi modi.

Non avere paura a far risuonare fuori quel che ti suona dentro!

Questo è assolutamente importante.

Un tipo di linguaggio personale ti permette di differenziarti, di diventare una voce fuori dal coro da seguire.

 

Riccardo Scandellari: Connettiti con la concorrenza e diventa un hub del tuo settore

Riccardo Scandellari ha scritto un ottimo libro (“Fai di te stesso un Brand”) da cui puoi trarre molte indicazioni preziose. Qui, in particolare, voglio segnalarti un paio di attitudini che consiglia di coltivare e che si possono riassumere così: pensare in grande e avere coraggio.

Il web e le piattaforme social sono caratterizzate dalla presenza di connettori (hub); diventare un “hub” del tuo settore è fondamentale per la tua presenza online.

Connettiti con la concorrenza. Diventa una fonte informativa che ti unisce ai tuoi maggiori concorrenti. Cerca di dare voce a tutto il tuo settore e non solo ai tuoi servizi.

Le persone si fideranno di te perché sei un collettore, un elemento da cui si possono ottenere tutte le informazioni, non solo una parte o finalizzate alla vendita di un solo tipo di prodotto.

Possiamo definirlo il “segreto” delle persone che hanno tanto seguito. Parlano da “hub”, si collegano alla loro concorrenza, sono gli anelli forti della catena. Devi passare dalla simmetria alla asimmetria per poter arrivate a un pubblico utile.

Diventa un “hub” e collegati agli altri “hub”. Sono i terminali (le persone poco connesse) ad essere deboli, non i collettori di informazioni.

L’architettura del web o dei social è dominata da pochissimi nodi altamente connessi che tengono insieme una moltitudine di nodi poco connessi.

Questa particolare caratteristica la accomuna alla rete della società umana: “Disseminate in varie occupazioni, esiste un limitato numero di persone che possiede l’abilità davvero straordinaria di stringere una quantità eccezionale di amicizie e conoscenze. Sono i connettori”, afferma Malcolm Gladwell nel libro “Il punto critico”.

Diventare un “hub” è complesso. Bisogna cambiare stile e aprirsi a tutto il mercato. Significa sacrificare una parte del proprio ego o mettere a rischio una parte del proprio business.

Tuttavia, questa è l’unica strada per la crescita nella rete che premia i nodi centrali nelle “reti ad invarianza di scala“.  Chi è ricco (di collegamenti) diventa sempre più ricco e chi è povero rimane incastrato nel suo “mondo piccolo“.

 

Matteo Pogliani: Scegli un tono di voce riconoscibile

Anche Matteo Pogliani ha scritto un libro molto importante su questo argomento (“Influencer marketing. Valorizza le relazioni e dai voce al tuo brand”). Tra le sue molte indicazioni, ne ho scelte alcune assolutamente di base e, proprio per questo, fondamentali.

Fare personal branding è molto più che postare (a raffica) sui social o aprire un blog.

Non basta “essere bravi” (è un buon punto di partenza, ma non si riduce tutto a questo), è fondamentale la nostra capacità di relazionarci, creare empatia e farsi riconoscere dagli altri come utile, come riferimento da seguire e, nel caso, coinvolgere in progetti e lavori.

Non può ridursi tutto a una comunicazione verticale, ma deve avere la forma di un dialogo e non c’è dialogo senza la volontà di confrontarsi e condividere.

Essere unici significa avere un proprio stile, un tone of voice capace di renderci riconoscibili.

Originale, unico, ma soprattutto riconoscibile. La gente deve vedere i nostri contenuti e subito associarli a noi, trovando in questi qualcosa che solo noi siamo in grado di offrire.

 

Tirando le somme…

In questo post spero di averti dato una serie di indicazioni utili. Non devi necessariamente adottarle tutte: scegli quelle che più si adattano alle tue caratteristiche personali e al particolare contesto in cui operi.

L’ultimo consiglio che ti do è anche il più importante: costruisci una comunicazione naturale, che rispecchi come sei e come lavori. In quello che fai non deve esserci niente di forzato.

E’ un po’ come indossare un abito fatto su misura per te: devi sentirti completamente a tuo agio. E muoverti di conseguenza. 😉

 

(Photo credits: pixabay.com)

Se vuoi saperne di più sulla scrittura applicata a un obiettivo di Personal Branding, leggi anche il mio post

>>Come scrivere un testo per il business<<

 

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