OK, ma il prezzo è giusto?

Settembre 10, 2013 - 2 minutes read

Come si fa a stabilire il giusto compenso per una consulenza o un lavoro creativo? E come fa un’azienda a essere sicura di spendere bene i suoi soldi? 

Non esiste un criterio oggettivo per rispondere a queste domande. In base alla mia esperienza ci sono però alcune buone pratiche che possono aiutare le aziende a ottenere  il miglior risultato con un budget limitato. Ne segnalo 5.

1. La vostra richiesta deve essere chiara e precisa: per quanto possa sembrare incredibile, capita di ricevere dal cliente indicazioni fuorvianti, che portano a sovrastimare (o sottostimare) il lavoro da fare.

2. Se avete un budget disponibile, dichiaratelo. L’idea di giocare “ a carte coperte” per spuntare un prezzo migliore ha le gambe corte. Un riferimento sicuro consente alla controparte di modulare correttamente l’offerta e di organizzare al meglio il lavoro.

3. Tenete sempre ben presente esperienza, caratteristiche e competenze di chi avete di fronte. L’obiettivo non deve essere spendere il meno possibile, ma ottenere il massimo con la cifra disponibile.

4. Alcuni lavori di consulenza sono oggettivamente impossibili da quantificare prima di farli. In questi casi conviene fissare di comune accordo un range di costi e poi rivedersi in una fase intermedia, per valutare cosa è stato fatto e cosa rimane ancora da fare.

5. L’ultimo consiglio è forse il più difficile da applicare e può apparire troppo di parte, ma vi assicuro che vale la pena di provarci: scegliete un interlocutore con cui vi sentite in sintonia e gettate le basi per una collaborazione di lungo periodo. Non dimenticate che ci vuole tempo per conoscere la vostra azienda e dover rispiegare tutto ogni volta è dispersivo, faticoso e poco redditizio.

A questo punto mi fermo e vi lascio con una domanda: qual è la vostra esperienza al riguardo?

(Foto di Daniele Portanome)

Tags: , , , , , ,