Marketing dei contenuti: 9 cose da fare

Ottobre 4, 2014 - 4 minutes read

Foto Glenn Carrie/Unsplash

Spesso si considera il lavoro di cura dei contenuti (Content Curation) come un’attività “secondaria” (o, peggio ancora, riempitiva) rispetto alla produzione di contenuti originali.

In realtà, come scoprirai alla fine di questo post, è una contrapposizione che non ha ragione di esistere.

L’OBIETTIVO DI UN BLOG

Una funzione fondamentale di un blog è proprio quella di selezionare, filtrare e proporre cose interessanti e utili per i propri lettori, pescando dalla rete e tenendo gli occhi bene aperti su quanto avviene nel mondo offline.

L’obiettivo di un blog e di un lavoro sui contenuti è uno solo: quello di produrre un flusso continuo di contatti (lead) da convertire in lettori e/o clienti.

E’ un tema fondamentale su cui c’è moltissimo da dire, ma in questo post mi vorrei concentrare su come si deve lavorare per portare a casa risultati concreti.

Vale la pena di fare un po’ di chiarezza, cominciando a definire cosa non è cura dei contenuti:

  • Fare content non significa pescare qualche post di uno o più influencer e cavarsela con un semplice copia e incolla.
  • Fare content non significa scimmiottare o ricalcare il tema del momento, senza dare un contributo proprio.
  • Fare content non significa assemblare materiale a casaccio, per cercare di passare come esperti di un tema che non si padroneggia davvero.

COME SI RICONOSCE UN BUON LAVORO DI CONTENT CURATION

Sgombrato il campo dagli equivoci, provo ora a segnalarti quali sono, in base alla mia esperienza, i requisiti fondamentali che deve soddisfare un lavoro serio sui contenuti:

  1. La selezione delle informazioni è fatta per il lettore, ovvero è pensata e cucita su misura per le effettive necessità del target e risolve un suo specifico problema.
  2. La scelta dei contenuti da proporre e da condividere è sempre mirata.
  3. Le fonti sono citate correttamente e subito disponibili.
  4. La selezione degli argomenti è accompagnata da dati che avvalorano, numeri e/o case history alla mano, la tesi che si sta sostenendo.
  5. Le notizie e le informazioni selezionate fanno conoscere un aspetto non abbastanza analizzato e insegnano qualcosa di importante.
  6. Le informazioni sono presentate in modo da favorirne la diffusione e la condivisione.
  7. L’incrocio e la combinazione di più dati e più punti di vista diversi aiutano ad alzare l’asticella del dibattito e a far nascere nuovi spunti, nuove idee, nuovi post.
  8. Le informazioni segnalate sono ottimizzate, in modo da proporre qualcosa in più di una semplice citazione.
  9. Il testo è fortemente orientato a far produrre un’azione al lettore.

LA FORMULA MAGICA

Se hai avuto la pazienza di seguirmi fin qui, voglio svelarti una formula magica. Non arriva da Harry Potter ma da questo post di Heidi Cohen, un’autorità assoluta nel campo del marketing.

Eccola: bisogna creare un mix di contenuti originali e content curation. Dati alla mano, è questo il modo più efficace per costruire affidabilità e arrivare a dei risultati.

Purtroppo, esiste un modo solo per applicare questa formula: tenacia, pazienza, fare le cose bene e tanto duro lavoro. Le scorciatoie non esistono.

E tu, hai altre buone pratiche da proporre? Mi piacerebbe conoscerle, parliamone assieme nei commenti!

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