Progettare un sito web: 7 cose da non fare

luglio 11, 2018 - 6 minutes read

progettare un sito web: un lavoro tanto bello quanto complesso, che porta con sé una serie di insidie e di difficoltà da superare. Provo a segnalarti gli errori che assolutamente NON bisogna fare nel progettare un sito web.

Negli ultimi mesi sono stato alle prese con la progettazione di alcuni siti web. Un lavoro tanto bello quanto complesso, che porta con sé una serie di insidie e di difficoltà da superare. Da queste esperienze sto imparando molto. Qui di seguito provo a segnalarti gli errori che assolutamente NON bisogna fare nel progettare un sito web.

PROCEDERE A STOP & GO

E’ la trappola in assoluto più insidiosa: si parte subito carichi e pieni di entusiasmo, e dopo un po’ si comincia ad andare a singhiozzo e a rilento. Invece un sito web, per essere realizzato bene, necessita di continuità: c’è bisogno che tutto il team dedicato al progetto (consulente, web designer, copywriter, sviluppatore, cliente) lavori il più possibile assieme e in un tempo ben definito e concordato. Se si procede a compartimenti stagni e a strappi, ogni volta è come ricominciare da capo.

AVERE FRETTA DI PASSARE ALLA PARTE OPERATIVA

E’ un po’ il contraltare della situazione precedente: nei momenti “pieni” si procede con grande fretta, con la smania di risolvere le questioni tecniche e di caricare il materiale. Invece, se si vuole andare più veloci, bisogna rallentare e prendersi, con la massima intensità e la dovuta calma, il tempo necessario per progettare bene tutto quanto.

PARTIRE DA UN TEMPLATE E/O UN CONTENITORE GRAFICO, E POI ADATTARE I CONTENUTI

A questo tema ho già dedicato un post, ma ci ritorno, perché è troppo importante. E’ una tentazione forte, a cui diventa difficile resistere: l’azienda sceglie in partenza qualcosa in base al gusto personale e a quello che fanno i competitor o altre aziende di riferimento, il web designer e lo sviluppatore scelgono il template che conoscono meglio e con cui si trovano più a loro agio, il consulente di comunicazione e il copywriter fanno di necessità virtù… Invece bisogna partire dalla strategia e dalla tipologia dei contenuti e, una volta definito bene cosa e in che forma si vuole comunicare, scegliere il contenitore più adatto.

PERDERE DI VISTA GLI OBIETTIVI DEL PROGETTO

Un sito web non è una specie di fungo che spunta dal nulla, ma ha una sua storia (di solito arriva come l’erede di una versione precedente) e, soprattutto, si inserisce in un ecosistema digitale (fatto di social network, newsletter, motori di ricerca e tanto altro) dove ricopre un ruolo ben preciso all’interno di una strategia di web marketing. Gli obiettivi devono quindi essere chiari dall’inizio e condivisi da tutto il team di lavoro. Altrimenti è fin troppo facile prevedere che sorgeranno molte incomprensioni.

PERDERE DI VISTA GLI UTENTI DEL SITO

Chi ha un sito spesso sa poco di chi lo usa e corre il rischio di sovrapporre i potenziali clienti che vorrebbe raggiungere a quelli che ha già. Invece è fondamentale partire da tutte le informazioni disponibili sugli utenti e, soprattutto, sul loro comportamento: tempo di permanenza, percorso di navigazione, contenuti più letti, frequenza delle visite. Queste informazioni vanno integrate con altre, preziosissime, che si possono ricavare da tanti punti di contatto (digitali e non): email ricevute, commenti sui social, feedback personali, contestazioni, apprezzamenti, richieste più frequenti. Materiale spesso trascurato e che invece è prezioso come l’oro.

NON DEDICARE TEMPO E ATTENZIONE AI CONTENUTI DEL SITO

Possiamo realizzare anche il sito più bello e completo del mondo, ma se poi non diamo un motivo valido all’utente per ritornare molte altre volte, gran parte del nostro lavoro sarà vanificato e, nella migliore delle ipotesi, risulterà superfluo. Il motivo per tornare a trovarci è presto detto: sono i contenuti. Chi è interessato a noi deve essere sicuro di trovare regolarmente nuove informazioni che rispondono alle sue aspettative e risolvono un suo specifico problema. Diventa quindi prioritario definire un piano editoriale preciso, che parta da tutte le forme di contenuto già prodotte e le valorizzi adeguatamente, per poi produrre contenuti nuovi.

Una volta completato il lavoro, c’è un’ultima grande insidia da evitare:

RIMANDARE LA PUBBLICAZIONE ONLINE

Questa è una vera dannazione, che fa più danni della grandine: finalmente tutto è pronto, ma non ci si decide a pubblicare il nuovo sito. I motivi sono tanti: ansia di perfezionismo, insicurezza, dubbi residui… Il punto è che, per sua natura, un sito è come un organismo, è qualcosa di vivo che, una volta creato, deve subito muoversi nel digitale, ricevere feedback, evolvere in tempo reale. Le eventuali e inevitabili imperfezioni residue si correggono in un attimo, mentre continuare a rimanere online con il vecchio sito e il vecchio messaggio provoca problemi molto più rilevanti per l’azienda.

Direi che per il momento può bastare. 🙂 Se vuoi segnalare altre insidie (ce ne sono, ce ne sono), raccontare la tua esperienza o approfondire il discorso, io sono qui. 😉

 

 

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